Regime forfettario come funziona liva

Al termine del periodo transitorio, una decisione del Consiglio, adottata a maggioranza rafforzata, stabilirà il regime definitivo. Il Segretario dell'Unione è anche responsabile dell'attuazione delle decisioni comuni.

Il Presidente della Commissione e il Segretario dell'Unione garantiscono la coerenza tra le azioni di politica estera e le altre azioni che hanno un impatto sulle relazioni esterne, come ad esempio le decisioni in campo commerciale o di politica di sviluppo. Gli altri settori della politica esterna continuano a competere all'iniziativa autonoma della Commissione e ad essere disciplinati dall'esercizio normale della collegialità.

E' inoltre prevista una rappresentanza unica della zona euro. Laddove esiste la competenza interna, come nel caso della zona euro, è opportuno infatti garantire l'unità verso l'esterno. Infine, le misure per una maggiore chiarezza: adottare una classificazione delle norme in sole tre categorie: le leggi organiche, le leggi adottate di comune accordo dal Parlamento europeo e dal Consiglio, i regolamenti d'esecuzione adottati dalla Commissione; riformare radicalmente le competenze d'esecuzione della legislazione europea: occorre affidare tali competenze esclusivamente alla Commissione che, ricordo, sarà responsabile dinanzi a entrambi i rami legislativi dell'Unione.

Lo stesso principio di chiara suddivisione delle responsabilità deve applicarsi alla cosiddetta comitatologia. La Commissione viene posta sotto il controllo politico di Parlamento e Consiglio. Questa soluzione è molto più lineare del sistema attuale, opaco per i cittadini e, per questo, spesso criticato. Dai quattro punti rimasti irrisolti dopo la lunga notte di Nizza, l'obiettivo della Convenzione è diventato più ambizioso. Ora non si tratta più di assicurare il funzionamento delle Istituzioni ma di ridefinire la nostra Unione per preservarla intatta e prospera per il futuro.

La Convenzione offre ai nostri cittadini e al mondo intero una riflessione pubblica su tutti gli aspetti delle nostre Istituzioni. Un'ultima annotazione quindi: non è un caso che nei nostri Trattati figuri l'espressione "un'unione sempre più stretta fra i popoli dell'Europa". Questa è infatti l'alfa e l'omega del nostro approccio. Vi rivolgo pertanto un accorato appello: mantenete sempre saldo questo obiettivo. Vi faccio i migliori auguri per la continuazione dei vostri lavori.

Les documents correspondants vont naturellement être distribués aux membres de la Convention. Nous reprenons notre ordre du jour, un peu plus austère malgré tout, avec le débat sur la simplification des instruments et des procédures. Je voudrais néanmoins vous dire que ce sujet qui semble un peu aride, intéresse énormément les citoyens de l'Europe.

Il intéresse les citoyens, il intéresse la société civile, il intéresse les entreprises car il est également lié à l'activité économique. Par conséquent, il est très important de simplifier les instruments et les procédures. Je remercie Monsieur Giuliano Amato et les membres du groupe de travail présents ici, de l'excellent rapport qu'ils soumettent à la Convention.

C'était une tâche difficile. En effet, vous vous rappelez sans doute la description initiale qui avait été faite de ces instruments et de ces procédures. Il semble que le groupe de travail ait bien mené sa tâche puisqu'il propose une réduction drastique du nombre d'instruments, un changement de leur dénomination afin de les réinsérer dans la culture habituelle de la vie publique de nos sociétés, et enfin, vieille demande du Parlement européen, l'établissement d'une hiérarchie de normes plus claire, aidant à cerner les tâches du législateur et permettant de mieux connaître les responsabilités de chacun.

Giuliano Amato va nous résumer le document que vous avez reçu et que vous avez étudié sans aucun doute. Suivra une discussion générale à la suite de laquelle le Praesidium reprendra le texte du groupe de travail et formulera le moment venu, comme je vous le dirai demain matin, des propositions de rédaction. Amato Vicepresidente. E' un compito difficile i cui risultati hanno bisogno di essere digeriti nel tempo. Non mi aspetto che siano tutti digeriti oggi: ci sono dei cambiamenti sui quali occorre tempo per riflettere.

L'ho detto la prima volta, qui lo ribadisco ed è importante per dare il senso corretto al nostro lavoro: ridurre strumenti, rendere chiari i loro effetti giuridici, chiamarli con nomi che si fanno capire, ristrutturare le procedure in modo che riflettano equilibri istituzionali corretti, non è questione tecnica ma è questione profondamente legata al tasso di democrazia che vogliamo nelle Istituzioni europee: riguarda infatti la democrazia, la leggibilità di un sistema oggi oscuro, difficilmente comprensibile per i cittadini; riguarda la democraticità, il fatto che atti che contengono o non contengono scelte politiche siano adottati da organi che esprimono la legittimazione democratica dell'Unione al massimo, ovvero che non la esprimono al massimo.

Noi abbiamo diviso il nostro lavoro in quattro capitoli: semplificazione degli strumenti; come ricordava il Presidente; gerarchia, più volte richiesta dal Parlamento europeo, che vuol dire fondamentalmente distinzione fra atti legislativi e atti esecutivi; procedure, e in primo luogo procedura legislativa; procedure di bilancio, che hanno una loro specificità.

Abbiamo cercato di dare ordine e chiarezza; non siamo stati giacobini, abbiamo preso atto della necessità di mantenere flessibilità dove flessibilità è necessaria; abbiamo preso atto che, come diceva anche Lenin, ogni regola è una regola perché ha anche delle eccezioni, e quindi qualche eccezione è opportunamente prevista.

Quanto agli strumenti, sappiamo che sono, oggi, circa quindici. Dovrebbero, gli strumenti base, scendere a cinque, con una chiara distinzione tra strumenti che producono effetti giuridici vincolanti e strumenti che non producono effetti giuridici vincolanti, binding e non-binding instruments. I primi sono fondamentalmente tre, più uno ad essi legato, e sono: la legge e la legge quadro, come noi proponiamo di dire, in sostituzione dell'attuale regolamento e dell'attuale direttiva.

Ce lo siamo detto mille volte: quello che a Bruxelles si chiama regolamento, in qualunque altra città d'Europa si chiama legge; quello che a Bruxelles si chiama direttiva, in qualunque altra città d'Europa si chiama legge quadro.

E allora, visto che non riusciamo ad avere tutti la stessa lingua, almeno usiamo le stesse parole: legge e legge quadro; in questo caso, legge dell'Unione europea e legge quadro dell'Unione europea. Alcuni di noi preferivano la parola "legge europea", ma alcuni hanno obiettato che gli svizzeri non lo avrebbero apprezzato, e forse anche altri; e allora: "legge dell'Unione europea", "legge quadro dell'Unione europea"; poi, decisione, come atto non legislativo che ha effetti giuridici vincolanti su un numero limitato di situazioni o di soggetti, la decisione che è l'atto amministrativo anche nei nostri ordinamenti.

A questi andrà aggiunto il regolamento esecutivo, come diremo subito dopo. In questo quadro è evidente che la legge è chiamata a coprire anche situazioni che oggi sono collocate sotto la decisione. Ne avevamo discusso, quando abbiamo parlato della relazione del collega Christophersen: qual è l'atto con il quale si appropriano risorse e si stabiliscono criteri di eleggibilità per programmi d'azione nelle materie che ricadono oggi sotto le competenze complementari?

Poi ci sono i non-binding instruments, gli strumenti non vincolanti, che sono due: la raccomandazione e il parere. Qualcuno ha chiesto, nel gruppo, di eliminare questa distinzione.

Ma questa distinzione ha un senso: la raccomandazione è l'iniziativa, che non produce effetti vincolanti, quindi l'atto iniziale di un procedimento; il parere è l'atto, che non produce effetti vincolanti, espresso su un atto precedente. Questa distinzione va quindi mantenuta.

Vi sono, lo sappiamo, atti atipici: dichiarazioni, conclusioni. Il gruppo propone di mantenere questi atti atipici che servono per esprimere volontà e orientamenti politici, spesso a conclusione di Consigli europei. Quello che il gruppo raccomanda, seguendo una raccomandazione che viene da molti che hanno valutato il nostro sistema, è che si eviti di usare un atto atipico laddove serve meilleure creme anti ride wxpython ubuntu atto tipico; non pretendere che una dichiarazione abbia effetti giuridici come una legge: se si vogliono produrre effetti giuridici si fa una legge, non si obese zwanger bavarois una dichiarazione.

Questo lo facevano i sovrani del XVI secolo; noi dovremmo evitare, sia pure accettando la flessibilità, di andare al quod principi placuit, comunque legis habet vigorem. Il linguaggio del Trattato huile de ricin cheveux avant apres jailbreak untethered adeguarsi a questo sistema di chiarezze e quindi il linguaggio della futura Costituzione dovrebbe farlo.

Quando si vuole che le Istituzioni siano libere di scegliere lo strumento, si usi la parola "misure", lasciando libero lo strumento; quando si vuole indicare lo strumento, si indichi lo strumento.

Oggi c'è molta confusione su questo e Piris in particolare ce lo ha segnalato. Il metodo aperto di coordinamento lo abbiamo molto discusso. C'era chi voleva che ne parlassimo e chi voleva che non ne parlassimo. Abbiamo concluso, nel gruppo, che è bene parlarne non per renderlo rigido, non per stabilire regole che servano a ingabbiare questo metodo, ma per affermarne l'esistenza e l'importanza come strumento di coordinamento delle materie di responsabilità degli Stati, ma senza regole rigide.

Una volta definiti gli strumenti in relazione ai loro effetti, quali atti devono essere ritenuti legislativi, e quindi portati alla procedura legislativa; quali esecutivi, e quindi da lasciare agli organi esecutivi? Qui ci siamo basati sui criteri che la vita europea già conosce da anni, che sono criteri che hanno un senso in base a quanto ricordavo sul rapporto con il tasso di legittimazione democratica che gli atti devono esprimere: l'atto legislativo è quello che esprime una nuova scelta politica, che fornisce elementi essenziali per una disciplina che non gli preesistono: è l'atto quindi che innova politicamente.

Un atto us army cavalry regiments contiene norme che riflettono una scelta politica che si trova in un atto precedente non è un atto legislativo, non ha bisogno di esserlo: esegue delle scelte.

Un atto che definisce la scelta è un atto legislativo. Il legislatore ha un suo margine di apprezzamento. Il Parlamento europeo viene percepito come un'Istituzione non chiara dalle nostre opinioni pubbliche tutte le volte che passa intere giornate a discutere norme talmente minute che non interessano a nessuno.

Traduzione di "detrarre l'IVA" in francese

Mi è stato detto e chiesto in più paesi: "Fate qualcosa perché si eviti questo! Qui c'è una proposta innovativa, che è quella dell'atto legislativo delegato, che è diverso dall'atto esecutivo.

Lo sanno coloro che nei loro ordinamenti hanno già questi strumenti: l'atto esecutivo è veramente subordinato e contiene davvero i dettagli esecutivi; l'atto delegato dà svolgimento ai principi della legge che delega, ma è ad un livello che i tecnici chiamano "subprimario", che è diverso da "secondario".

E qui noi indichiamo anche i modi per farlo: lo strumento più ovvio, in questo caso, è il cosiddetto call backche è come dire: "richiamo la materia e la regolo io". Vi sono poi altri strumenti. Soltanto la Commissione perché il Consiglio è una delle due Camere. Tu prevedi che non ci sarà un Consiglio per la cooperazione giudiziaria e di polizia? Tu prevedi, insomma, che il Consiglio nell'Europa di domani sarà soltanto legislatore?

Allora, la geometria che a molti di noi prediksi nk rudes vs dinamo zagreb non è applicabile. Bisogna prendere atto che, in via di massima, sarà la Commissione, ma che un Consiglio che sopravviverà con funzioni esecutive potrebbe essere delegato. Comunque, cerchiamo di non seguire Shakespeare e non fare Much ado about nothingperché naturalmente saranno il Parlamento e il Consiglio che decideranno chi vogliono delegare, e, se il Parlamento non vuole delegare qualcuno, non usa lo strumento.

C'è poi l'atto esecutivo, la cosiddetta mise en oeuvre. Ora, fermo restando il principio che l'esecuzione è in via generale degli Stati, quando è necessario, in base al principio di sussidiarietà, che si provveda a livello dell'Unione, potranno esservi regolamenti di esecuzione, decisioni di esecuzione.

A chi spettano? Sorge lo stesso problema di prima. Questa è una strada che sta cominciando, che regolazioni tecniche vengano cioè affidate ad autorità di regolazione. Vi sono poi altri atti, di cui dobbiamo prendere atto, che fanno parte del sistema, che sono previsti dai Trattati esistenti e che non necessariamente rientrano in questo schema. Vi sono regolamenti interni, vi sono nomine, vi sono regolazioni tecniche, già oggi, sia della Commissione sia della Banca centrale; vi sono atti basati direttamente sui Trattati, atti rispetto ai quali la choix politique de base già si trova - e anche in modo analiticamente indicato - negli articoli dei Trattati: in questi casi non occorre un atto legislativo.

Mi sono dimenticato di dire, e lo sottolineo, che noi proponiamo che questo nuovo semplificato sistema di atti si applichi anche al titolo V e al titolo VI, senza entrare nel merito delle questioni di questi due titoli che sono all'attenzione di altri gruppi. Non c'è ragione - lo ha detto Piris per primo - di avere strategie comuni, posizioni comuni, azioni comuni: si possono avere decisioni PESC e decisioni esecutive PESC, e tutti capiscono di che cosa si tratta; è più semplice.

Nel titolo VI si possono avere leggi dell'Unione europea e leggi quadro dell'Unione europea, e tutti capiscono. Passo ora alle procedure. Per quanto riguarda le procedure, noi ci siamo concentrati sulle procedure esistenti che regolano il rapporto tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Non abbiamo in realtà considerato vere e proprie procedure quelle che, sul tronco di un'unica procedura, si differenziano per il parere ora previsto di un organo, ora previsto di un altro organo.

E' l'unica cosa utile, ma facciamo del male a noi stessi se consideriamo tutte queste procedure distinte; facciamo pensare ad una confusione superiore a quella esistente. Le vere procedure esistenti sono: la codecisione, la cooperazione, il parere semplice e il parere conforme. Prendiamo la codecisione: è da generalizzare, è da accompagnare con voto a maggioranza nel Consiglio; è da generalizzare, salvo eccezioni che giustificano decisioni autonome, perché eccezioni vi sono che giustificano decisioni autonome.

E' innegabile, per dirla più chiaramente, che in materia di risorse proprie il ruolo del Consiglio, che destina risorse degli Stati membri, è un ruolo che deve essere riconosciuto. Fino a quando il sistema di finanziamento dell'Unione è questo, è difficile pensare di cambiare l'articolo del Trattato esistente. La cooperazione va abolita, e i casi che kennedy space center hours of operation sotto la cooperazione possono essere suddivisi tra casi che vanno alla codecisione, perché riguardano atti legislativi, e casi che vanno al parere del Parlamento su atti degli organi esecutivi, perché qui non c'è nessuna scelta politica; noi lo abbiamo indicato.

Il parere conforme dovrebbe essere riservato ai trattati internazionali e generalizzato rispetto ad essi, salvo casi particolari: anche qui il procedimento elettorale uniforme, le prospettive finanziarie sono le eccezioni che tengono conto di equilibri necessari.

Il parere semplice implica un lungo lavoro che andrà fatto, ed è quello della seconda parte. Sono tanti i casi che vanno al parere semplice del Parlamento. Tutti quelli per i quali c'è un atto sostanzialmente legislativo dovrebbero andare alla codecisione, altri no!

La relazione ci fa cogliere l'essenziale rapporto esistente tra il lavoro che faremo nello scrivere la prima parte della nostra Costituzione - il lavoro di stesura dei principi - e il lavoro che dovremo fare per uniformare la seconda parte ai principi che scriviamo. Mi rendo conto che l'effetto complessivo dei principi che vi proponiamo sarà percepibile soltanto quando potremo leggere che cosa succede nella seconda parte, perché è evidente che sarà necessario, base legale per base legale, applicare questi principi, e solo questo ci farà capire il risultato d'insieme.

Quali modifiche alla codecisione? Intanto il nome. La grande maggioranza del gruppo pensa che sia il procedimento legislativo base.

E' il procedimento legislativo dell'Unione europea. Seconda modifica: il linguaggio. L'articolo è ancora scritto come se ci fosse un organo che decide, che è il Consiglio, e un organo che esprime opinioni, che è il Parlamento europeo, anche laddove codecide, secondo il linguaggio attuale.

Questo articolo va riscritto usando verbi che corrispondano alla sostanza delle cose che vengono fatte. Un problema delicato lo abbiamo avuto con l'iniziativa legislativa.

Alcuni colleghi, membri del Parlamento europeo, hanno posto il problema: "Perché noi non dobbiamo avere iniziativa legislativa? Perché è monopolio della Commissione? Il Comitato di conciliazione, a larga maggioranza, proponiamo che sia reso flessibile nel numero, ferma restando la parità di peso delle due componenti; infatti, avere cinquanta persone che debbono conciliare è molto più complicato che averne trenta. Saranno il Parlamento e il Consiglio che lo decideranno: flessibilità vuol dire che decidano loro, ma se decidono di fare tre contro tre, va bene, o cinque contro cinque, o trenta contro trenta o venti contro venti.

E' un problema loro: hanno parità di peso ma non obbligo di parità di numero. Una questione che diversi di noi hanno sollevato, me compreso, che a me è sembrata non avesse la maggioranza del gruppo - qualcuno mi ha detto che forse ce l'aveva - e che voglio sottolineare in particolare a chi qui rappresenta i governi, è la previsione che oggi consente ai Ministri di mandare dei loro funzionari nel Comitato di conciliazione.

Ad alcuni di noi questo è parso un grave strappo nei confronti delle regole democratiche: a nostro vedere, il Consiglio porta - ed è vero - una quota rilevante della legittimazione democratica nelle Istituzioni europee perché i nostri Ministri rispondono ai parlamenti che sono eletti. Ma i loro funzionari no! I loro funzionari non dovrebbero avere accesso alla sede massima della legislazione europea, che è il Comitato che conclude il processo legislativo in caso di dissenso.

A nessun parlamentare europeo sarebbe consentito di mandare il suo assistente. Io capisco che ci sono ragioni pratiche, ma è un problema dei governi fare in modo che in quella sede, democraticamente importante, vi siano soggetti democraticamente qualificati. La legislazione europea non è un'attività delle burocrazie; è un'attività di chi ha un mandato rappresentativo. Passiamo ora al bilancio.

So che ogni cambiamento è visto come un rischio, ma siamo abituati a dire: "Valutiamone anche le opportunità", e so quindi che su questa parte probabilmente la reazione iniziale è: "Non cambiamo le cose, perché c'è un rischio! Vi proponiamo di stabilire dei principi di bilancio, in primo luogo, nella nuova Costituzione: equilibrio tra entrate e uscite, sufficienza dei mezzi a integrale finanziamento con mezzi propri, necessità di atti di base per l'appropriazione delle risorse, equilibrio fra entrate e spese, unità del bilancio.

Io invito coloro che hanno dimestichezza con la tematica dei bilanci a riflettere sulle implicazioni del principio "unità di bilancio". Tutti si dichiarano d'accordo sul principio dell'unità di bilancio. L'unità di bilancio non esiste se manteniamo la distinzione procedurale tra spese obbligatorie e spese non obbligatorie: questo nega, in principio, l'unità di bilancio.

Come fare a garantire che l'adozione di un'unica procedura per le spese obbligatorie e per le spese non obbligatorie non dia luogo a sfondamenti di spesa che escono dal controllo del Consiglio? Questa è la questione! E non sta scritto nella Bibbia che l'unico modo di mantenere il controllo sulle spese sia quello di mantenere questa distinzione, che è diventata antistorica e che nega il principio di unità di bilancio che tutti vogliamo scrivere.

Una strada diversa è quella qui suggerita: diamo forza giuridica alle prospettive finanziarie. Una volta fatto questo, il bilancio annuale potrà essere unitario, potrà avere la stessa procedura per spese obbligatorie e spese non obbligatorie, potrà consentire l'ultima parola al Parlamento europeo. Prevediamo quindi una procedura, in fondo, di codecisione semplificata con l'ultima parola per il Parlamento europeo.

Ci soffermiamo sulla qualità della legislazione, vista sia come chiarezza dei testi e rispetto dei criteri sistematici nel farli, sia come partecipazione di interessi rilevanti al procedimento di formazioni dei nostri atti. Ci soffermiamo sulla trasparenza, e vi dico con franchezza - perché amo essere franco - che non ho ritenuto di accogliere nella relazione, a proposito di trasparenza, la formula open doors di Siviglia.

Mi è parso più chiaro e più appropriato scrivere che il Consiglio, quando si riunisce per attività legislativa, si riunisce in seduta pubblica. Questo è più chiaro e tutti lo capiscono. Abbiamo indicato in un allegato le proposte interessanti che non hanno riscosso la maggioranza del gruppo, ma le metto alla lettura per non prendere altro tempo; abbiamo indicato in un secondo allegato le questioni che abbiamo incontrato ma che abbiamo ritenuto oltre il nostro mandato.

La prima riguarda l'introduzione della legge organica. Ne abbiamo a lungo discusso, ma se la legge organica serve, serve secondo alcuni come forma giuridica della seconda parte della nostra Costituzione, e questa è una questione che va al di là del nostro gruppo: la seconda parte, con la stessa forza giuridica della prima, oppure con loi organique.

E' una questione che va oltre il nostro mandato: la legge organica per attuare le norme costituzionali, oppure no? Anche questa investe equilibri istituzionali ai quali non siamo arrivati, ma la questione esiste. L'attribuzione delle funzioni esecutive e quindi il tema della comitatologia.

Il mio Presidente mi ha rimproverato, ieri, e mi ha detto: "Ma come, semplificare è semplificare anche la comitatologia! Questo va visto; d'altra parte, se la Convenzione decidesse che le funzioni esecutive vanno tutte da una parte o dall'altra, questo avrebbe degli effetti sulla comitatologia. E' una grande questione, ma andava al di là del nostro mandato.

C'è, infine, la questione del finanziamento dell'Unione, che è emersa parlando di bilancio. Sappiamo che questo è un tema che è davanti a noi.

Lo affronteremo oppure continuerà a restare un fantasma che si agita intorno a questa sala? Dobbiamo deciderlo, ma certo non poteva trattarlo il nostro gruppo. Questo è tutto. Consentitemi, a conclusione, di ringraziare caldamente i miei colleghi del gruppo di lavoro. Credo che abbiamo avuto, insieme, una delle esperienze più difficili della nostra vita, ma siamo riusciti a produrre un risultato di chiarificazione, al di là del tempo che ci vorrà a voi per digerirlo.

Ma nella digestione di questo lavoro, ricordatevi che buona parte del risultato finale del nostro lavoro sarà legato alle soluzioni che daremo a questi temi, alla chiarezza che introdurremo nelle nostre Istituzioni, alla loro leggibilità, al fatto che potremo dire: "Oggi l'Europa è più democratica", e lo sarà anche per soluzioni di questo genere.

Recette regime tgv fricker livre

De Vries Ch. Hartelijk dank aan Giuliano voor zijn buitengewoon goede regime joe cross married in de werkgroep en voor zijn interessante rapport.

Er is veel in het rapport dat de Nederlandse regering aanspreekt. In de eerste plaats het punt dat de Unie zou moeten werken met minder procedures.

Dat is een goed idee. Wetgeving zou in de Unie in de regel moeten worden vastgesteld op basis van gekwalificeerde meerderheid en op basis van co-decisie met het Europees Parlement. Eén regel dus voor wetgeving. In de tweede plaats zou de Unie moeten werken met minder instrumenten. Het rapport stelt voor bijvoorbeeld het instrument van de conventie af te schaffen. Ook dat acht Nederland een goed idee. Conventies tussen de lidstaten leiden in de praktijk tot veel vertraging en tot weinig actie.

Dat is niet wat onze burgers van ons vragen. In de derde plaats, Voorzitter, is het belangrijk dat wij proberen te komen tot vereenvoudiging van de uitvoering van wetgeving. In een Unie van 25 landen is het van groot belang dat wij de coherentie verzekeren in de uitvoering van wetgeving.

En Nederland wil op dit punt dan ook de rol van de Europese Commissie versterken. Als de Raad en het Europees Parlement eenmaal basiswetgeving hebben vastgesteld dan zou de Commissie de bevoegdheid dienen te krijgen tot het uitvaardigen van uitvoeringsregelingen. Dat zou de zaak kunnen vereenvoudigen. Dan moet de wetgever, dat zijn dus de Raad en het Europees Parlement, natuurlijk wel de uitoefening van zo'n acte délégué kunnen controleren.

De logische pendent voor deze uitvoeringsbevoegdheid van de Commissie is daarom een call back recht van het de Raad en het Europees Parlement. Op dit punt gaat het rapport van de werkgroep wellicht nog niet ver genoeg in de details. Ik zou daarom het presidium willen vragen ons nadere voorstellen te doen met betrekking tot de invulling van dit call back recht, want de duivel schuilt hier uiteraard in het detail.

Nederland zou op het punt van de vereenvoudiging van de regelgeving een stap verder willen gaan dan het rapport dat wij thans bespreken. De richtlijnen zouden naar onze mening veel minder gedetailleerd moeten worden dan zij nu vaak zijn. De bedoeling van een richtlijn is het formuleren van doeleinden die voor de lidstaten bindend zijn. Maar de lidstaten zouden veel meer vrijheid moeten krijgen in de uitvoering van die richtlijn en dus in de selectie van de instrumenten waarmee zij de doelen willen verwezenlijken.

Dat is des te belangrijker naar mate er meer lidstaten toetreden. Hoe groter het aantal lidstaten, hoe minder gedetailleerd richtlijnen zullen kunnen zijn. Dat zou dus een einde kunnen maken aan het legalistisch detaillisme waar sommige commissievoorstellen nu onder lijden. Ik denk in het bijzonder aan een aantal voorstellen van commissaris Wallström die op milieugebied helaas soms een voorbeeld zijn van hoe wij niet tot regelgeving moeten komen. Minder gedetailleerde richtlijnen dus, meer uitvoeringsbevoegdheden voor de Commissie en een grotere vrijheidsgraad voor de lidstaten als het gaat om de implementatie en de selectie van instrumenten.

Tenslotte, Voorzitter, de begroting. De Nederlandse regering is voorstander van het opheffen van het onderscheid tussen verplichte en niet-verplichte uitgaven mits er in het Verdrag een regeling komt op het terrein van de financiële perspectieven. Besluitvorming over die financiële perspectieven zou train rides jim thorpe 5k met unanimiteit in de Raad moeten gebeuren en met een avis conforme van het Europees Parlement.

Tenslotte, Voorzitter, niets is ingewikkelder dan vereenvoudiging. Dat is zo langzamerhand wel gebleken en ik zou graag de heer Amato willen danken voor de nuttige voorstellen die hij ons heeft voorgelegd. Hänsch PE. Ich beglückwünsche Sie, Giuliano Amato, und die Kollegen der Arbeitsgruppe "Vereinfachung der Verfahren" nachdrücklich und ausdrücklich zu den ausgezeichneten und in sich schlüssigen Vorschlägen. Gestatten Sie mir aber eine persönliche, nicht ganz ernst gemeinte Zusatzbemerkung, Giuliano.

Was Sie uns schriftlich vorgelegt haben, scheint mir einfacher zu sein als das, was Sie uns erläutert haben. Jetzt zur Sache! Die Arbeitsgruppe hat mit der Verringerung von 15 Entscheidungsmechanismen nach den bisherigen Verträgen auf 5 wirklich eine Schneise in das Dickicht der bisherigen Verfahren geschlagen. Das ist ein entscheidender Beitrag zur Transparenz und zur Effektivität. Auch damit leisten Sie einen Beitrag zur Demokratie, die ja auf Transparenz und auf Verständlichkeit beruht.

Das Mitentscheidungsverfahren wird zur Regel. Parlament und Rat werden gleichberechtigte Legislativorgane. Das ist der erfolgreiche Abschluss eines langjährigen Prozesses. Die qualifizierte Mehrheit soll bei allen Rechtsetzungsakten zur Regel werden, auch wenn es dabei Ausnahmen geben wird.

Ihre Vorschläge führen in die richtige Richtung. Die Einführung der Delegiertengesetzgebung durch Kommission und Rat, wenn sie durch einen Rechtsetzungsakt des Europäischen Parlaments dazu ermächtigt werden, ist ein richtiger Schritt nach vorne, weil sie dem Europäischen Parlament erlaubt, sich von Detailgesetzgebung zu entlasten und dafür zu sorgen, dass wir uns auf die wichtigen Fragen in der Europäischen Union bei der Gesetzgebungsarbeit des Europäischen Parlaments konzentrieren können.

Allerdings ist es nötig - so wie vorgesehen - ein Rückholrecht zu haben, wenn die Kommission und der Rat die Leitlinien der Rechtsgrundlage überschreiten. Ich freue mich, dass die Arbeitsgruppe Amato sich den Schlussfolgerungen meiner Arbeitsgruppe Economic Governance angeschlossen hat und die Methode der offenen Koordinierung in den Vertrag aufnehmen will, denn es wird auch künftig Politikbereiche geben, für die keine Notwendigkeit einer Vergemeinschaftung, aber die Notwendigkeit einer intensiven Koordinierung besteht.

Was wir vorhaben, ist eine flexible und gleichzeitig effiziente Lösung. Es gibt sie ja informell bereits seit dem Europäischen Rat von Lissabon. Es kommt jetzt darauf an, dass diese neue Methode so festgelegt wird, dass sie nicht dazu benutzt werden kann, bestehende Gemeinschaftsverfahren auszuhebeln oder bestehende Politiken auszuhöhlen.

Allerdings sollte dieses Mitentscheidungsverfahren auch für die mittelfristige Finanzvorausschau gelten. Ich bin nicht grundsätzlich dagegen, aber wir sollten diese Fragen noch einmal prüfen. Michel Ch. Je souscris entièrement aux propositions visant à la réduction du nombre des instruments, à une hiérarchie des actes de l'Union, à la simplification des procédures et à la distinction entre instruments obligatoires et non obligatoires.

Le rapport omet toutefois de mentionner les accords européens issus du dialogue entre partenaires sociaux qui devraient également être reconnus comme instruments législatifs à part entière.

Je note avec satisfaction que l'Europe suggère d'inscrire les méthodes de coordination dans le Traité constitutionnel. La hiérarchie des normes proposées va contribuer à une meilleure séparation des pouvoirs législatif et exécutif au sein de l'Union.

Mon gouvernement partage cette approche. La distinction entre les fonctions législatives et les fonctions exécutives va inspirer notre réflexion dans l'élaboration du mémorandum que le Benelux verse ce jour à nos débats.

Guidés par cette distinction, nous proposons que la présidence du Conseil Affaires générales et du Conseil Actions extérieures, conseils exécutifs par excellence, soient conférés respectivement au Président de la Commission et au Haut-représentant, Commissaire pour les Relations extérieures. Permettez-moi de vous décrire en quelques mots les lignes de force de ce texte commun que nous avons donc arrêté au sein du Benelux.

Je m'exprimerai au nom de tous les partenaires Benelux, alternativement en français et en néerlandais. Premièrement, renforcement de la méthode communautaire et de l'équilibre institutionnel. Twee, dubbele wettelijkheid van de Commissie dankzij de verkiezing van haar voorzitter volgens een procedure die het Europees Parlement en de Europese Raad verenigt, alsmede de verantwoordelijkheid tegenover deze twee instellingen.

Troisièmement, renforcement du rôle du Parlement européen, extension de la codécision, suppression de la distinction entre dépenses obligatoires et non obligatoires, communautarisation du troisième pilier. Vier, herhaalde bevestiging van de strategische rol van de Europese Raad. Cinquièmement, réforme de la présidence du Conseil européen en partant du principe que le statu quo n'est plus tenable, tout en garantissant une rotation pour la présidence des Conseils spécialisés et du Conseil européen.

En tout état de cause, le Benelux n'acceptera jamais une présidence qui soit élue en dehors du Conseil. Zes, voor externe actie moet een en dezelfde persoon de functies waarnemen van de Hoge Vertegenwoordiger en van de commissaris voor externe betrekkingen. Die persoon krijgt een dubbel mandaat toegewezen van de Commissie en de Raad en zal zijn bevoegdheden uitoefenen volgens de communautaire procedures of de procedures van het GBVB, naargelang het beoogde actiedomein.

Septièmement, sur les questions budgétaires, notre memorandum rejoint pour partie les conclusions du rapport et epilation laser visage metz horaires pour un financement de l'Union par les Institutions, garanti par un système stable, équitable et autonome. J'invite toutes celles et tous ceux qui partagent la même vision de l'avenir de l'Union à s'associer à ces propositions.

Je vous remercie. Lamassoure PE. Je voudrais à mon tour saluer la qualité très remarquable du travail qu'a fait le groupe présidé par Monsieur Amato et dire que pour beaucoup d'entre nous, le président Amato signification reve minceur gagné aujourd'hui les galons de père fondateur de l'Europe, parmi d'autres. Nous ne l'appellerons plus que Père Amato. Et je voudrais dire aussi qu'à titre personnel, je suis tout à fait prêt à m'associer aux propositions que vient de faire Monsieur Louis Michel.

Je me concentrerai sur un amendement, si vous le permettez. Il s'agit d'une proposition qui est inspirée par cette volonté de simplicité qui nous a animée et qui devrait, en dépit d'une apparence paradoxale, être de caractère consensuel.

Il s'agit de supprimer totalement la procédure de l'unanimité. Je m'explique. La règle du vote à unamité prévalait à l'origine. Nous étions six, six pays voisins, de même niveau de vie et de culture juridique très proche. L'unanimité n'était pas trop difficile à réunir. Nous sommes passés à neuf, dix, douze et quinze. Cela s'est déjà beaucoup compliqué. Je rappelle qu'il nous a fallu douze ans pour nous mettre d'accord sur la définition technique de la confiture.

Il nous a fallu trente ans pour adopter le statut de la société anonyme européenne, un statut d'ailleurs vidé de toute substance et inutilisable par les entreprises à qui il est destiné. Le groupe de travail de John Bruton sur ce que nous appelons le troisième pilier, a tiré d'ailleurs les conséquences de l'échec de l'unanimité en proposant de supprimer purement et simplement le recours à la formule juridique de la Convention internationale pour le troisième pilier.

Nous allons être vingt-cinq. Dire alors que dans certains domaines, il n'y aura pas de décision sans unanimité, revient à dire que, dans ces domaines, on ne décidera jamais rien. C'est se mentir à soi-même. Et c'est mentir au citoyen à qui nous promettons simplicité le régime diabétique définition loyauté. Dans ce domaine, l'Union n'agira pas.

Alors, que faire? Si certains, pour des raisons tout à fait légitimes, n'acceptent pas la décision à la majorité dans un domaine donné, il faut renoncer à la compétence de l'Union dans le domaine en question, qui restera dans le champ des compétences nationales. Cela ne nous empêchera pas de nous coordonner entre les gouvernements et entre les Etats.

Nous pouvons inscrire cela dans la rubrique "domaine où la coordination est souhaitée mais les responsabilités seront clairement établies". Vis-à-vis des opinions publiques, l'Europe a trop souffert des effets d'annonce, des objectifs solennellement proclamés sans être assortis de moyens juridiques. Les Traités actuels contiennent des articles mensongers. On fait semblant. La Constitution, elle, doit être un acte de vérité. Sortons un sujet des compétences de l'Union plutôt que de laisser croire que l'Union le traitera, ce qui a pour effet de déresponsabiliser les autorités nationales et d'abuser les opinions publiques.

L'exigence de l'unanimité n'existe dans aucune de nos Constitutions nationales. Bânissons-la de notre Constitution commune. Dini Parl. Ringrazio il presidente Amato anche per l'illustrazione che egli ha fatto oggi e che spiega la filosofia che sta alla base delle proposte contenute nella relazione. E' giusto dunque, come il gruppo propone, utilizzare i termini "legge dell'Unione" e "legge quadro dell'Unione" al posto dei termini "regolamento" e "direttiva".

Un altro risultato significativo, coerente con la posizione che l'Italia ha sempre sostenuto sin da Maastricht, è quello dell'introduzione del principio di gerarchia delle norme. Alla chiara distinzione tra atti legislativi e esecutivi la relazione del gruppo aggiunge lo strumento dell'atto delegato. Si tratta di un'innovazione che permetterà di sgravare il legislatore europeo dalla necessità di legiferare in materie tecniche di dettaglio che potranno essere, per l'appunto, delegate principalmente alla Commissione, chiarendo principi e criteri direttivi, nonché il termine per l'attuazione della delega medesima, secondo quanto avviene nelle esperienze costituzionali di alcuni Stati membri, compresa l'Italia.

Per esempio, dobbiamo riflettere se l'esclusione dalla regola di materie dette particolarmente plat minceur panais sotto il profilo politico per gli Stati membri non sia in principio troppo vasta.

Anche in Europa, come avviene in molti dei nostri Stati, le leggi devono essere approvate dalle due Camere, il Parlamento europeo e il Consiglio, su un piede di perfetta parità.

Infine, con riferimento alla procedura di bilancio, mi sembra che il gruppo abbia raggiunto una soluzione capace di mantenere un equilibrio adeguato tra il Parlamento europeo e il Consiglio, cambiando le regole esistenti e stabilendo il liposuccion namur xooit dell'unicità di bilancio. Ricco, poi, di spunti mi sembra essere il dibattito che si è avuto nel gruppo sul problema dei criteri di bilancio delle entrate e sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell'Unione: questa è materia sulla quale la Convenzione dovrà proporre soluzioni avanzate.

Villepin Ch. Je suis heureux de m'exprimer devant vous pour la première fois. Ensemble, nous devons répondre à plus de simplicité, plus de clarté et plus de lisibilité. C'est une condition essentielle pour définir clairement les responsabilités au sein du système européen et pour que les citoyens puissent se réapproprier du projet européen.

Le groupe de travail conduit par le président Amato a su dégager des lignes de force très utiles. Je souscris à la plupart des propositions et notamment, à la réduction significative du nombre d'instruments ainsi qu'à la généralisation du vote à la majorité qualifiée dans le cadre de la codécision.

Je souhaite mentionner deux points qui méritent une réflexion, à mon sens, plus approfondie, sachant que nous avons fait part d'observations plus précises dans une contribution écrite qui vous a été transmise, Monsieur le Président.

Le premier point concerne l'application de la codécision. Elle doit, effectivement, devenir la règle générale de vote des normes législatives. Toutefois, des exceptions en nombre strictement limité doivent pouvoir être maintenues comme par exemple, dans le domaine de la politique agricole commune.

Ensuite, dans la procédure budgétaire, le concept de dépense obligatoire doit, à notre sens, être maintenu. Au-delà de la recherche d'outils adéquats, c'est à une clarification des responsabilités et des compétences qu'il nous faut réfléchir et à cet égard, plusieurs pistes sont possibles. J'ai proposé d'opérer une distinction claire entre deux grands domaines de l'action de l'Union : premièrement, un pôle d'intégration économique et sociale, articulé autour du Marché intérieur et des politiques d'accompagnement et deuxièmement, un pôle de souveraineté partagée pour la diplomatie et la défense, la coopération policière et pénale.

Cette distinction doit se traduire par des modes de décision et des responsabilités spécifiques. La clarification doit aboutir à une meilleure définition des compétences. Sans doute, pouvons-nous déléguer plus encore certaines de ces tâches à des agences exécutives et confier aux Etats plus de latitude dans l'application des normes européennes au niveau national. Le deuxième point concerne le renforcement du principe de responsabilité visant à l'obtention d'un fonctionnement plus démocratique de nos institutions.

Aujourd'hui, le système est déséquilibré. La Commission est responsable devant le seul Parlement européen et sans réciprocité. Il est donc temps d'instituer un meilleur équilibre de la responsabilité au sein du triangle institutionnel.

La Commission doit également être responsable devant le Conseil européen. Le Conseil européen doit pouvoir prononcer, sur propositions de la Commission, la dissolution du Parlement Européen.

Nous devons veiller à rétablir cet équilibre nécessaire entre nos Institutions plutôt que l'aggraver. La clarification doit également se conjuguer à l'efficacité en précisant le rôle de chaque Institution. Il nous faudra apprécier ensemble au cours des semaines à venir comment il convient de renforcer chacune de ces Institutions. C'est un défi passionnant que j'ai plaisir à relever en votre compagnie. Merci Monsieur le Président.

Brok PE. Nicht ich habe mich nicht versteckt, sondern Sie haben mich durch die Sitzordnung versteckt. Herzlichen Dank für die Möglichkeit, einige Bemerkungen zu machen. Mein Dank gilt insbesondere auch Kollege Amato, weil er mit seiner Arbeitsgruppe wirklich zu Ergebnissen gekommen ist, die bewundernswert sind, und in den entscheidenden Fragen wirklich Lücken in einen düsteren Wald hineingeschlagen hat, die es uns ermöglichen, dem Ziel der Transparenz doch entscheidend näher zu kommen.

Ich halte es nicht länger für zuträglich, dass - auch angesichts seiner Verantwortung vor der Öffentlichkeit - das Europäische Parlament über die Hälfte des Haushalts nicht in einem echten Mitentscheidungsverfahren eingebunden ist, und ich glaube, dass das alte Denken, das bei meinem Vorredner in dieser Frage zum Ausdruck kam, in diesem Konvent noch überwunden werden kann.

Ich meine allerdings auch, dass das Mitentscheidungsverfahren, das es durch institutionelle Vereinbarungen und in der Praxis bei der mittelfristigen Finanzplanung bereits gibt, auch de jure in dem Vertrag festgeschrieben werden sollte.

Wenn das Europäische Parlament in dieser Frage nur das Zustimmungsrecht hält, funktioniert alles nach dem Prinzip "Vogel friss oder stirb". Es bedeut nämlich nichts anderes, als dass man über die mittelfristige Finanzplanung alles Wesentliche festlegen kann, wodurch das jährliche Haushaltsverfahren de facto zur Unwesentlichkeit reduziert werden kann.

Ich meine, man sollte Wert darauf legen - wie auch in der Frage der Einkünfte und in anderen Fragen - die Rechte des Parlaments zu wahren. Sie sagten zu Recht, dass der Rat über die Einkünfte das letzte Wort hat. Dann sollte man in den Vertrag auch schreiben, dass das Europäische Parlament künftig das letzte Wort über die Ausgaben hat, und das nicht nur als Kann-Bestimmung vorsehen.

Ich glaube, das würde auch für ein entsprechendes Gleichgewicht sorgen. Ich halte es für sehr wichtig, dass abgesehen von bestimmten Ausnahmen, aber insbesondere bei allen Fragen, die legislative und budgetäre Auswirkungen haben, das Zustimmungsrecht des Europäischen Parlaments gewährleistet ist und dadurch auch - das gehört schon zu dem anderen Bereich - die Einheitlichkeit des Haushalts gewährleistet wird.

Wesentlich scheint mir zu sein, dass wir eine Hierarchie der Normen haben, in der deutlich wird, dass nicht alles in Form von Gesetzgebung von Rat und Parlament geregelt sein muss, sondern dass auch von der Kommission als Exekutive Aufgaben wahrgenommen werden können.

Aber dann bitte nur von der Kommission und nicht ausgehandelt zwischen Kommission und Rat, weil das ein Austricksen des Parlaments bedeutet. Genauso ist in diesem Zusammenhang die Frage der offenen Koordinierung zu betrachten. Wir sollten Regelungen vermeiden, bei denen es inoffizielle Absprachen zwischen nationalen und europäischen Ministerialbürokratien gibt, die zu Lasten des Gesetzgebers gehen, nämlich Rat und Parlament. Dann soll es die Kommission lieber ganz in ihrer Verantwortlichkeit haben, und die beiden Gesetzgeber Rat und Parlament müssen jeweils die Möglichkeit des "Zurückholens" haben, wenn sie meinen, dass die Kommission nicht in vernünftiger Weise mit diesen Fragen umgeht.

Wenn ich mir den Vorschlag der Kommission zu der heutigen Frage anschaue - ebenso wie die anderen Bereiche - kann ich mich nur wundern, dass die Kommission in solchen Fragen so kurz springt und so wenig mutig ist, weniger mutig als ihre Arbeitsgruppe in solchen Fragen. Mir bleibt da nur die Feststellung: Prodi ist nicht Odysseus, Penelope muss weiter stricken, denn das Penelope-Recht der Kommission scheint mir nicht tatsächlich das wirklich Neueste zu sein.

Deswegen sollte die Kommission in dieser Frage weiter üben. Dastis Ch. Amato y al grupo de trabajo por el excelente informe que nos han presentado, que es una estupenda base de trabajo. Esto es una muestra clara de que estamos a favor de fortalecer el papel de la Comisión.

También conozco casos en que se han tardado muchos años en aprobar normas en la Unión, a pesar de haberlo hecho por mayoría cualificada. Por lo tanto, no creo que debamos exagerar. Finalmente, en cuanto al procedimiento presupuestario, también estamos dispuestos a examinar la supresión de la distinción entre gastos obligatorios y no obligatorios, pero debemos ser conscientes de que eso altera un equilibrio que hay que mantener, permitiendo que el Consejo se pronuncie sobre el global de las dotaciones y su desglose.

Korcok Gouv.

That is more than evident when the objective is to achieve a transparent, comprehensive, accountable and, at the same time, efficient system of decision-making in the European Union. From Slovakia's point of view, as a prospective member of the European Union, the question of simplification is of particular importance because there is a clear and direct link between simplification, credibility and comprehensibility.

The simplification of decision-making instruments and procedures could also facilitate our process of adapting to working within the European Union after accession. I appreciate the work done by the Working Group. I should like to comment on some of the points raised.

Firstly, we welcome the effort to limit the number of instruments. We also agree with changing the terminology used in this field. I am sure that the terms "EU framework law" and "decision-making" will be more comprehensible to citizens. Secondly, on the open method of coordination, it is my understanding that the constitutional status of this method would not simplify the system.

Thirdly, concerning the procedures, we support the introduction of the codecision procedure as the general rule for the adoption of legislative acts. We favour introducing qualified majority voting as the general rule for decision-making in the Council in the framework of the codecision procedure. Fourthly, as regards the budgetary procedure, it is important to maintain the balance when approving the budget.

We support the principle of the dual budgetary authority, with the Council and the European Parliament each having an appropriate responsibility. We would also consider abolishing the distinction between compulsory and non-compulsory expenditure and using a simplified procedure.

Fifthly, concerning the planning mechanism, to our understanding, three parties negotiated the institutional agreement: the Council, the Commission and the European Parliament. Thus the European Parliament should not be limited to giving its assent, as proposed in the report of the Working Group.

I should like to use this opportunity to say that we noted, with interest, the memorandum adopted yesterday by the Benelux countries. We will study it carefully and with due attention, and we aim to identify those ideas and proposals which we share. Slovakia, as the chair of the Visegrad Group, will propose to our partners that we identify those views and proposals in this document. Lastly, in the course of the debate, we have emphasised several times that the new EU should be built on its current structure.

Therefore we support those reforms which aim to adjust the existing institutional and legal framework to fit the new conditions of an enlarged European Union. However, we do not support the creation of new institutions but instead emphasise the need to clarify the division of powers in the triangle of the European Parliament, the Council and the Commission. A particular emphasis has to be made on demarcating the line between the legislative and executive branches, while bearing in mind the necessity to achieve the aforementioned goals: transparency, comprehensibility and effectiveness.

Stuart Parl. It is an excellent piece of work. We need to simplify procedures, but life is not always quite so simple. I have three points. I am very interested in your concept of framework legislation. With that we are delegating and that is a concept which, as a national parliamentarian, appeals to me because it indicates a light touch at European level and much more implementation at national level. I am also intrigued by what you said about the budgetary procedure.

There is a case for looking at one group being responsible for setting expenditure. However, we need to think further so that we do not end up creating the kind of stalemate that sometimes occurs in the United States — where you give one group the power to decide what to spend the budget on and another group the power to decide how much to spend.

There must be a conciliation process. I look forward to seeing more work in those two areas, but overall I very much welcome the direction the report takes on simplification.

Rack PE. Wenn ich Alain Lamassoure richtig verstanden habe, gilt er jetzt als Papabile. Es ist uns eine Reihe wirklicher Vereinfachungen gelungen. Die wichtigsten Aspekte sind bereits angesprochen worden, vor allem auch die terminologische Klarstellung der Begriffe "Gesetz", "Rahmengesetz" usw.

Auch der Delegierungsmechanismus in der Gesetzgebung ist gut formuliert, weil hier die Vorteile der bisherigen Komitologiemethode mit den notwendigen Elementen der Demokratie und des Rechtsstaates umgestaltet wurden. Für positiv halte ich auch den Hinweis auf Selbstregulierungsmechanismen weiter hinten im Text.

Nach wie vor ist ein Problem beim Haushaltsthema zu sehen.

Regime forfettario come funziona liva

Hier meine ich, auch was im Besonderen die mehrjährige Finanzplanung und die finanzielle Vorausschau anbelangt, dass eine gewisse vereinfachte Kodezisionsbeteiligung durch das Europäische Parlament notwendig ist. Kauppi PE. Ainakaan minun täällä läsnäollessani kukaan yksinkertaistamistyöryhmän jäsenistä ei ole puuttunut tähän asiaan. Kuulisin mielelläni, oliko tämä tehostettu määräenemmistöpäättäminen mitenkään esillä työryhmässä. Tai voisivatko komission jäsenet, jotka ovat läsnä, mahdollisesti vähän selvittää, mitä komissio tällä ajaa takaa?

Tomlinson Parl. Secondly, in relation to the distinction between compulsory expenditure and non-compulsory expenditure, Mr Amato is right and Mr De Villepin is wrong.

Thirdly, and the question emerges from the report very clearly, if you are going to abolish the distinction between compulsory and non-compulsory expenditure, then the European Parliament has to enter into the negotiations on the financial perspective with total commitment. If they do not do that, I can see the circumstances in which all bets are off. Nel alla costituzione dell'azienda da parte di Corneliu Teofil Teaha, si voleva prevalentemente la creazione di una possibilità di detrarre l'IVA alla benzina, riparazioni di macchinario e spese analoghe.

Enlors de la création de la société par Corneliu Teofil Teaha, on souhaitait notamment créer une possibilité de déduction de la TVA pour l'essence, les réparations des véhicules et d'autres aspects semblables. I loro clienti, nella misura in cui sono soggetti passivi aventi pieno diritto alla detrazione, conservano regime atkins vegetarien debutant diritto di detrarre l'IVA. Leurs clients, pour autant qu'il s'agisse d'assujettis bénéficiant du plein droit à déduction, conservent le droit à déduction de la TVA.

Inoltre, in senso economico non c'è differenza fra il regime di compensazione e l'estensione del diritto delle municipalità di detrarre l'IVA a credito. De plus, du point de vue économique, il n'y a aucune différence entre le régime de compensation et l'extension du droit des municipalités de déduire la taxe en amont. La sesta direttiva dev'essere interpretata come contraria al diritto del soggetto passivo di detrarre l'IVA assolta a monte allorché le operazioni che fondano tale diritto integrano un comportamento abusivo.

La sixième directive doit être interprétée en ce sens qu'elle s'oppose au droit de l'assujetti de déduire la taxe sur la valeur ajoutée acquittée en amont lorsque les opérations fondant ce droit sont constitutives d'une pratique abusive.

Oltretutto, la Commissione rileva che la succitata giurisprudenza INZO si riferisce al diritto di detrarre l'IVA per transazioni soggette a IVA relative all'attività economica del soggetto passivo e non al diritto di rimborso. Par ailleurs, la Commission souligne que la jurisprudence INZO précitée se réfère au droit de déduire la TVA pour des opérations soumises à cette taxe et liées à l'activité économique de l'assujetti, et non pas au droit à remboursement.

Nella sua interrogazione, l'onorevole parlamentare afferma che il governo italiano, per autorizzare i contribuenti a detrarre l'IVA sulle merci o sui servizi acquistati in un altro Stato membro, accetterebbe solamente uno specifico tipo di fattura intra-UE. Dans sa question, l'Honorable Parlementaire prétend que le gouvernement italien n'accepterait qu'un type particulier de facture intracommunautaire permettant de déduire la TVA pour des biens ou des services achetés dans un autre État membre.

Penso soprattutto all'Italia, dove il governo potrebbe finalmente estendere il diritto delle aziende a detrarre l'IVA pagata per l'acquisto dell'auto. Je pense surtout à l'Italie, où le gouvernement pourrait finalement étendre le droit pour les entreprises de déduire la TVA payée lors de l'achat de la voiture. Il presente programma prevede che i soggetti IVA di alcune industrie possano detrarre l'IVA pagata per acquisti di attivi fissi dall'IVA pagata per la vendita di prodotti finiti.

Ce programme dispose que les entreprises assujetties à la TVA dans certaines industries peuvent déduire la TVA relative à l'acquisition d'actifs immobilisés de la TVA exigible sur les ventes de produits finis. En vertu des principes existants, un assujetti ne peut déduire la TVA sur les opérations réalisées en amont que dans la mesure où les biens et les services sont utilisés pour les besoins de ses opérations ouvrant droit à déduction.

In considerazione di detto termine e del mancato funzionamento di alcuni portali elettronici, taluni soggetti passivi rischiano di non poter esercitare il loro diritto a detrarre l'IVA sulle spese sostenute nel Compte tenu de ce délai et du dysfonctionnement de certains des portails électroniques, certains assujettis risquent de ne pas être en mesure d'exercer leur droit à déduction de la TVA pour des dépenses engagées en L'opinione della Commissione è che, attualmente, il modo migliore per semplificare il sistema comune IVA sia quello di autorizzare il soggetto passivo a detrarre l'IVApagata in uno Stato membro, nella sua dichiarazione IVA periodica presentata nello Stato di residenza.

La Commission est d'avis qu'actuellement, la meilleure manière de simplifier le système commun de TVA consiste à autoriser l'assujetti à déduire la TVAacquittée dans un État membre, sur sa déclaration TVA périodique présentée dans l'État membre où il est établi.

Da un lato, l'IVA viene a pesare sui prezzi dei prodotti finali delle imprese private - mentre questo non avviene per le imprese postali tradizionali; dall'altro lato, queste ultime non possono detrarre l'IVA che pagano per acquisti e investimenti.

Pour commencer, la TVA se reflète sur le prix du produit final des entreprises privées, mais pas sur celui des opérateurs postaux traditionnels qui - et c'est mon deuxième point - ne peuvent pas déduire la TVA qu'elles doivent payer sur leurs achats et investissements.

Oltre alla detrazione di cui all'articoloil soggetto passivo ha il diritto di detrarre l'IVA ivi prevista nella misura in cui i beni e i servizi sono utilizzati ai fini delle operazioni seguenti:. Outre la déduction visée à l'articlel'assujetti a le droit de déduire la TVA y visée dans la mesure où les biens et les services sont utilisés pour les besoins des opérations suivantes:.